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Quartieri
Nel condominio in zona Maciachini è stato firmato un patto con il Comune
Via Belinzaghi, una biblioteca contro il degrado
Federico Russo | 14 aprile 2022

Otto scale, tre cortili, 82 nuclei familiari di varie provenienze. Chi arriva in via Belinzaghi 11, zona Maciachini, scopre un piccolo mondo. Il caseggiato è del 1927 e ospita gli alloggi popolari dell’ALER, tra ampi spazi comuni e aiuole con piante messe dagli inquilini. Il fiore all’occhiello è la biblioteca di quartiere, attiva da due anni e dedicata a Falcone e Borsellino.
Il “Comitato degli Inquilini”, molto attivo, ha firmato a marzo un patto di collaborazione con il Comune per la cura condivisa del marciapiede antistante, area che fino a pochi anni fa vedeva un continuo andirivieni legato allo spaccio. Ora invece ci sono le grandi piante di Piazza Castello, redistribuite in tutta la  città dopo la ristrutturazione della stessa piazza. Il patto non si occupa solo di rivitalizzazione del verde, ma anche di organizzazione di attività culturali e sociali: letture per bambini in varie lingue, spettacoli teatrali, cineforum, conferenze e momenti ludici.

Luciano Vacca, che del Comitato è presidente, ci accompagna alla scoperta di questo luogo in cui le battaglie per la normalità e per la socialità non sono così scontate. Negli anni passati la presenza della criminalità era molto forte e condizionante per il resto degli inquilini. Ora la situazione è più gestibile, le istituzioni hanno mostrato il loro interesse, ma c’è ancora chi non gradisce l’attivismo culturale sbocciato negli ultimi anni, probabilmente vissuto come un’intrusione in uno spazio che si continua a considerare di propria assoluta proprietà.

In tutto questo la biblioteca rappresenta, come ci dice Vacca, «un presidio culturale e istituzionale contro le deviazioni». Due anni fa si fece appena in tempo ad aprirla, prima che scoppiasse il Covid. Oggi conta 5mila libri ben catalogati, è inserita nel sistema delle biblioteche comunali e pur appartenendo a un condominio è diventata un punto di riferimento per tutto il quartiere. Strumento di integrazione («i bambini stranieri sono i primi frequentatori, per loro è un riscatto») e luogo di incontro per tanti, dagli studenti universitari agli anziani. Le presentazioni di libri, un paio al mese, contano sempre su un buon seguito. 
L’attenzione a questo esperimento così originale non è mai mancata, da BookCity  (quella di novembre sarà la terza partecipazione) al “Nuovo Armenia” che qui ha portato le sue proiezioni cinematografiche estive nei cortili.
Importante dal punto di vista simbolico anche il rispetto di certi riti repubblicani, in una realtà che ha conosciuto in passato il rispetto verso altri e meno nobili “riti”. Ecco allora le iniziative per il 25 aprile e il 2 giugno. Per quanto riguarda il primo appuntamento, quello legato alla Liberazione, l’iniziativa si terrà venerdì 22 aprile alle 18 con Jonathan Chiesa (delegato del Municipio 9 all’attualizzazione della memoria e all’antifascismo), Francesca Rendano (libraia di “Mamusca”) e Dario Marchesi (presidente ANPI Dergano). A maggio sono previsti quattro momenti di lettura sul tema della “diversità”.

La biblioteca è aperta tre giorni a settimana, dal mercoledì al venerdì, dalle 17.30 alle 19.30. Più le iniziative speciali. Purtroppo capita anche che certe “intemperanze” già citate costringano a una momentanea chiusura. È successo anche nei giorni passati. Una situazione che richiede il sostegno delle istituzioni, dall’ALER al Comune. Nel frattempo, conclude Vacca, «venderemo cara la pelle».  D’altronde, chi ha paura muore tutti i giorni. Lo diceva Paolo Borsellino, che sorride nella foto in biblioteca accanto a Giovanni Falcone.

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