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Open Day: 10 novembre 9.30-12.30
L'Istituto Achille Ricci educa ai media
Open Night: 11 e 23 gennaio 18.30-19.30
Stefano Pasta | 10 novembre 2018

All’incrocio tra Affori, Bruzzano e Niguarda c’è un’eccellenza dell’educazione milanese. Con una storia secolare segnata dalla “tradizione dell’innovazione”. E, infatti, l’Istituto Achille Ricci di via Sbarbaro 11, proprio nell’anno in cui spegne le cento candeline, avvia una stretta collaborazione con il CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica. «Abbiamo rivoluzionato -spiega la nuova dirigente Elena Borgnino- la formazione delle insegnanti e cambiato le modalità di apprendimento. Mantenendo al centro una tradizione: l’attenzione alla famiglia».

Se l’Istituto era nato come convitto per gli orfani di guerra, nel 2018 è una scelta d’eccellenza per nuclei con genitori lavoratori: frequentare l’Achille Ricci -scuola paritaria di infanzia, elementari e medie- vuol dire poter usufruire di servizi come la mensa, il doposcuola fino al tardo pomeriggio, oppure la possibilità del centro estivo a giugno, luglio e anche per alcune settimane di agosto.

«La proiezione verso l’Europa -continua la preside- motiva la scelta dell’inglese con madrelingua fin dall’asilo, dove in alcune ore è la lingua usata per giocare».

Oltre al teatro, anche i media digitali entrano nelle aule scolastiche, ma in modo responsabile; è la filosofia del CREMIT (www.cremit.it): non colpevolizzare o mettere all’indice i dispositivi mobili, che sono entrati nelle vite di tutti, ma facendo riflettere i bambini sul loro utilizzo. Educare alla contemporaneità, cioè un compito della scuola. Usando il termine introdotto dal Ministero, all’Achille Ricci si fa «educazione civica digitale»; del resto il CREMIT è proprio uno degli enti accademici che hanno affiancato il Ministero nella stesura del Curriculum sul tema del 2018.

La scuola è immersa nel Parco Nord, quindi i bambini imparano in spazi verdi “anomali” per Milano. In quegli stessi locali, il centro dell’Università Cattolica svolge riunioni e formazioni: «Con l’apporto del CREMIT e la capacità di mettersi in gioco delle insegnanti -conclude Borgnino- abbiamo avviato una didattica meno monotona, in cui i lavori a gruppo hanno sostituito alcune lezioni frontali. Rimangono strumenti della tradizione di questa scuola, come il teatro, ma si afferma una nuova idea di valutazione, che produce la partecipazione dello studente più che stress e tensione, senza nulla perdere in qualità».

Tra le innovazioni, una didattica sempre più per «Episodi di Apprendimento Situato», gli “Eas” inventati da Pier Cesare Rivoltella, direttore del CREMIT, e per cui la didattica dell’Università Cattolica è conosciuta in tutta Italia.

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