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Nella sequenza fotografica: immagini dell'incontro-confronto organizzato dalla Voce di Mantova al Bibiena (foto e video di Enrico Binacchi)
Successo al Bibiena per l'Anniversario
La Voce di Mantova, da 25 anni una lezione di libertà
12 aprile 2018

Mantova - Libertà. È questa la parola che ha rappresentato il filo conduttore della conversazione a più voci che ha animato la festa della nostra Voce al Bibiena, dove a passarsi il microfono sono stati sindaci, presidenti della Provincia, editori e direttori di ieri e di oggi. Il tutto nelle date di riferimento 1993, anno in cui il nostro quotidiano arrivò per la prima volta in edicola, sino alla contemporaneità. La grande festa per celebrare i venticinque anni de "La Voce di Mantova" si è tenuta mercoledì sera, 11 aprile, tra gli applausi del nutrito pubblico in sala. A fare da cornice all’evento è stato il Teatro Bibiena che ha visto protagonisti coloro che hanno vissuto la storia editoriale e politica della città dei Gonzaga. Sul palco, moderati da Davide Mattellini, “gran cerimoniere” della serata, nonché notista politico virgiliano per eccellenza, sono susseguiti gli interventi del Sindaco Mattia Palazzi, dell’ex sindaco di Mantova, Sergio Genovesi, del Presidente della Provincia, Beniamino Morselli, dell’ex presidente della Provincia, Davide Boni, del direttore de "La Voce di Mantova" Alessio Tarpini, dell’ex direttore della testata, Werther Gorni, di Maurizio Pellegrini in rappresentanza dell'editrice Vidiemme e Vincenzo Graepel, figlio di Riko, in qualità di passato editore della testata. Ospite d’onore è stato il direttore de "Il Giornale" Alessandro Sallusti.

L’incontro pubblico, che ha catalizzato l’attenzione di un folto pubblico – persino insperato, data la giornata piovosa –, è stato aperto dal sindaco di quegli anni Sergio Genovesi, che ha rilevato come in questo salto generazionale di 25 anni la città si sia quasi persa in ossequio al luogo comune che ne fa una “bella addormentata”. E le cause non sempre sono state chiare. Ciò che pure ha sottolineato il suo successore Mattia Palazzi, che però individua nella capacità di fare squadra la formula vincente per uscire dall’immobilismo. Motivi e momenti di speranza che hanno pur trovato momenti di apparente rottura allorché le condizioni politiche e storiche diedero modo a Davide Boni, presidente a Palazzo di Bagno nel 1993 di fare intravedere le circostanze favorevoli a una piccola “rivoluzione”, quale quella prospettata dal suo governo a guida monocolore leghista. Ma non era certo anche quello lo scenario destinato a consolidarsi. Ne ha stilato una sintesi previsionale a tinte fosche il presidente attuale Beniamino Morselli, che dal canto suo si accontenterebbe di portare a compimento (nella precarietà istituzionale in cui versano le Province dopo la mancata riforma Delrio) la Gronda nord viadanese, la Pope e l’asse sud di Mantova. Sul fronte editoriale, Vincenzo Graepel, figlio del fondatore Riko, scomparso alcuni mesi fa, ha ricordato come questo nostro quotidiano sia nato sopportando uno sforzo economico ingente, compensato solo da un bisogno che suo padre dichiarò sin dagli esordi: il bisogno di libertà. (r.c.)

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