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Cultura
Una mostra ha celebrato a Villa Litta Modignani un’iniziativa di successo
La storia di Affori sulle serrande
Federico Russo | 17 October 2019

Pizzerie, mercerie, farmacie, ferramenta, bar, agenzie di pompe funebri. Cosa distingue queste attività ad Affori, rispetto a qualsiasi altro quartiere? Il fatto che su molte delle loro serrande, da due anni, compaia un mondo in bianco e nero ormai scomparso, fatto di antiche cascine (che ricordano com’erano quelle stesse strade tanto tempo fa), o figure “professionali” come “el ranàtt”, il venditore di rane, o il “giassé”, che riforniva di ghiaccio.
Questo originalissimo racconto storico in forma di dipinto meritava di essere celebrato, e a questo scopo è stata allestita la mostra fotografica “La storia di Affori sulle serrande” che si è tenuta domenica 13 ottobre presso i locali di Villa Litta Modignani, concessi dal Municipio 9.  Una serie di scatti del fotografo Alessandro Businaro per mostrare e far conoscere le 40 serrande (in realtà 40 più un murale) che in tante vie del quartiere, in particolare nelle zone più in vista, da viale Affori a via Astesani, fanno scoprire o ricordare (a seconda dell’età!) luoghi e scene di vita del passato. Una vera e propria passeggiata storica. E d’altronde Maria Anna Caracciolo, l’ideatrice, ci conferma che il progetto è nato proprio così: “Camminavo per le strade di Affori e a un certo punto mi sono detta: sarebbe bello far vedere come erano una volta”.
Per “una volta” si intende da 60 anni fa a ritroso. Da dove provengono le immagini che hanno consentito una ricostruzione storica di epoche ormai così lontane nel tempo? Innanzitutto dal vastissimo repertorio fotografico di Luigi Ripamonti, da decenni storico-archivista-ricercatore afforese. Ma in molti casi è stato possibile attingere anche agli archivi familiari degli stessi esercenti, in un quartiere in cui sono varie le attività tramandate dalle passate generazioni.

Ovviamente, perché il progetto decollasse è stato  necessario coinvolgere anche tanti artisti. “In questo – è ancora Maria Anna Caracciolo a parlare - ho cercato da subito di fissare alcune regole. Innanzitutto, niente bombolette spray. Nessun pregiudizio, semplicemente per questa operazione mi piaceva vedere all’opera il pittore con il pennello”. Come accennavamo, di murale uno ce n’è, ed è quello che l’artista Walter Valentino ha realizzato nell’antica Cascina Pedroni di via Pozzuoli. L’opera, che rappresenta il luogo così come era nei tempi passati, decora una costruzione più piccola accanto all’attuale cascina.
La coerenza tra i luoghi attuali e quelli rappresentati è un altro dei criteri a cui i protagonisti dell’iniziativa (committenti e pittori) sono stati invitati ad adeguarsi. Insomma, un lavoro quasi “filologico” sulla memoria del quartiere. Se per alcuni dei soggetti rappresentati, ad esempio la celebre Banda d’Affori, la scelta della serranda poteva essere indifferente, in altri casi la contestualizzazione era d’obbligo.
Tra gli artisti che hanno aderito all’iniziativa ci sono anche dei giovanissimi. Lucia Santovito, la più giovane in assoluto, quando ha iniziato la sua collaborazione nell’ottobre del 2017 aveva solo 13 anni. “Mi ha contattato la signora Caracciolo – ci racconta – dopo avere visto un mio lavoro su Facebook. Ho iniziato con due opere più piccole, poi sono passata a dipingere un’intera serranda su via Astesani. È stato un lavoro impegnativo, durato circa 40 ore, comprese alcune giornate in cui la temperatura era sotto zero”.
Aspetto quest’ultimo che porta Maria Anna Caracciolo a un’altra puntualizzazione: “Ho chiesto a tutti gli artisti grande rispetto, del contesto e della tempistica”.  I pittori coinvolti in principio erano nove, poi col tempo il giro si è allargato. D’altronde la stessa iniziativa ha avuto un’espansione a macchia d’olio: “Il progetto – conclude Caracciolo – era partito in modo estemporaneo, invece poi ha messo piede al punto da varcare anche i confini di Affori. Nuove opere dello stesso tipo sono state realizzate in via Farini, Piazza Baiamonti, viale Tunisia”.

Intanto, restando ad Affori, non sono solo le serrande a raccontare la storia. Si chiama “Le panchine raccontano…” l’iniziativa, sempre a cura di Maria Anna Caracciolo,  che ha portato a inaugurare presso Villa Litta Modignani due lavori artistici su altrettante panchine. Le opere, realizzate da Claudio Bindella, rappresentano in modo evocativo il rapporto privilegiato che due grandi protagonisti della storia cittadina, Cristina Trivulzio di Belgiojoso e Alessandro Manzoni, ebbero proprio con questa splendida villa.
La storia di Affori sulle serrande”, “ Le panchine raccontano….” e, dallo scorso agosto, il murale “Out of the comfort zone” in via Cialdini: ad Affori, tra passato e presente, l’arte è di casa.  
 

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