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Cultura
Sabato 18 maggio presso l’ANPI di Affori in via Faccio 18
La pittura in epoca fascista: una lezione di storia dell’arte
Federico Russo | 18 May 2019

Si terrà sabato 18 maggio alle 16, presso l’ANPI di via Faccio 18, una lezione di storia dell’arte dal titolo «La pittura italiana nell’epoca fascista. Il gruppo del “Novecento” a confronto con il gruppo di “Corrente” » tenuta dalla dott.ssa Stefania Favaro.  Il confronto riguarda due diversi movimenti artistici che lasciarono il segno nell’Italia degli anni ’20 e ’30.

Il gruppo di "Corrente" nasce alla fine degli anni '30 a Milano grazie ad una rivista omonima (soppressa nel 1940 per la sua opposizione alla politica fascista), che diventa a partire dal 1939 un vero e proprio movimento, che vanta mostre collettive nate dalle opere di artisti come Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Giuseppe Migneco, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Emilio Vedova.
Gli intellettuali del gruppo auspicavano un superamento sia di quella retorica che invadeva il mondo della cultura dell'epoca, sia della chiusura imposta dal regime fascista. Essi infatti si ispiravano soprattutto all'espressionismo per ottenere un'arte impegnata, spesso di stampo realista. A caratterizzare il movimento  è principalmente l'introspezione psicologica attraverso la quale i soggetti vengono rappresentati: così troviamo volti deformati o con caratteristiche caricaturali, e forme libere dai rigidi contorni del disegno.

Il "Novecento" è stato un movimento artistico italiano nato a Milano alla fine del 1922. Venne iniziato da un gruppo di artisti composto da Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Anselmo Bucci, Emilio Malerba, Pietro Marussig e Ubaldo Oppi. Il battesimo avvenne alla Galleria Pesaro di Milano. Questi artisti, che si sentivano traduttori dello spirito del Novecento, provenivano da esperienze e correnti artistiche differenti, ma legate da un senso comune di "ritorno all'ordine" nell'arte dopo le sperimentazioni avanguardistiche soprattutto del Futurismo: il Novecento torna quindi ad avere come supremo riferimento l'antichità classica, la purezza delle forme e l'armonia nella composizione.
 

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