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Cronaca
Faenza, polemica per un appello pro migranti scritto dai maturandi del liceo «Torricelli-Ballardini»
29 giugno 2018

Riccardo Isola - Un appello a sostegno dell'accoglienza dei migranti sta scatenando una polemica dalle tinte politiche. Protagonista di questa vicenda è una quinta del liceo classico «Torricelli-Ballardini» di Faenza alle prese con l'esame di maturità. Durante la prima prova, quella del tema, i maturandi hanno infatti consegnato, assieme al foglio protocollo di rito, anche un allegato con scritto una sorta di appello rivolto alle istituzioni nazionali. Il testo della dichiarazione recitava così «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’. Chiedo che questo mio messaggio sia recapitato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro degli Interni e al ministro dell’Istruzione». Un esplicito riferimento all'articolo 2 della Costituzione italiana che sembrava, all'inizio, un'azione spontanea di critica e sensibilizzazione verso quello che sta succedendo in queste settimane riguardante l'arrivo dei migranti dal mare. Gesto forte che ha ottenuto una visibilità sulla stampa nazionale. Prima con il quotidiano torinese de «La Stampa» che per primo ne ha data notizia il 21 giugno e poi, il giorno seguente, nella rubrica «L'Amaca» di Michele Serra, sul quotidiano «La Repubblica». Ma la vicenda non finisce qui. Anzi. Nei giorni successivi, infatti, sono emerse versioni che denuncerebbero il gesto non nato spontaneamente ma «spinto» dai professori dello stesso istituto superiore faentino. A sostenerlo è stata in primis la Lega Nord. Secondo gli esponenti locali del Carroccio l'idea sarebbe partita dagli insegnanti delle superiori ravennati durante il Forum nazionale di filosofia tenutosi qualche mese fa, che avrebbero invitato gli studenti maturandi a sottoscrivere e consegnare questo appello al termine della prima prova. Da qui è scattata, sempre su iniziativa dei leghisti, un'azione legale con un esposto inviato al procuratore capo di Ravenna Alessandro Mancini.  Ed ancora. A portare nuovi sviluppi sulla vicenda sono stati i rappresentanti faentini della Lega Nord Gabriele Padovani e Jacopo Berti. «Dopo le polemiche derivate dall’appello a favore dei migranti fatto da una professoressa ai suoi alunni tramite Whats App - affermano - è venuta a galla anche una foto della professoressa in pieno saluto comunista in posa con i suoi studenti. A tal fine - aggiungono - segnaleremo il tutto al Provveditorato, perché la scuola deve essere apolitica e i professori devono insegnare non indottrinare». Sul caso l'Istituto superiore non ha ancora voluto commentare l'accaduto. Chi invece si è schierato con i ragazzi è «L'Altra Faenza». La lista di sinistra, infatti, ha dichiarato come «a Faenza, come in tutta Italia, ci sono tante persone che provano compassione per l’umanità sofferente che bussa alle nostre porte fuggendo da guerre, fame e malattie. Per questo noi stiamo dalla parte dei ragazzi del «Torricelli-Ballardini» e dei loro insegnanti. Li ringraziamo. Finché ci saranno giovani come loro - concludono - finché ci sarà una scuola che educa liberamente ai sentimenti positivi e alla cultura del rispetto e del diritto, la speranza di un Paese migliore continuerà a vivere, forte e insopprimibile».

Articolo 1 e Cgil dalla parte dei liceali

Gli studenti faentini incassano l’approvazione anche dalla Cgil provinciale e da Articolo Uno-Mdp. «La segreteria della Cgil di Ravenna – si legge in una nota - esprime solidarietà e vicinanza agli studenti del liceo classico di Faenza che in un momento fondamentale del loro percorso di crescita, quale l’esame di maturità, hanno condiviso i valori della nostra Costituzione richiamando l’applicazione dell’articolo 2 della Carta. Riteniamo pertanto del tutto inopportune le speculazioni politiche che sono seguite all’iniziativa degli studenti». Dal Movimento politico provinciale la linea non cambia. «Noi stiamo con i ragazzi del liceo Torricelli e apprezziamo la loro scelta libera e responsabile, condividiamo la sensibilità umana e sociale che hanno manifestato. La scuola - aggiungono - deve essere luogo di formazione della coscienza civile dei giovani, di abitudine al confronto critico con la società reale; non di apprendimento passivo e nozionistico. Per questi semplici ma irrinunciabili principi siamo e saremo a fianco dei ragazzi anche nel respingere i tentativi di intimidazione che, in queste ore, vengono loro rivolti con toni e argomentazioni di stampo squadristico. Siamo e saremo con i ragazzi – conclude il movimento - anche per ringraziarli di averci ricordato, con il loro gesto, che non si deve mai rinunciare alla militanza civile in favore dei più deboli, degli ultimi, nella nostra società e nel mondo».

L’Anpi si schiera dalla parte degli studenti

«Quello degli studenti faentini, che hanno sottoscritto e lanciato l’appello pro migranti qualche giorno fa, in coincidenza con la prova di maturità, è un appello rivolto alla solidarietà ed alla pace, alla fratellanza. Si tratta in buona sostanza di un appello affinché sia applicata pienamente la nostra Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza senza distinzione, tra le altre cose, di razza». Queste le parole di Claudio Fabbri, presidente dell’Anpi di Alfonsine che commenta gli attacchi ricevuti in questi giorni dagli esponenti della lega Nord faentina. «Unità e solidarietà sono, insieme alla uguaglianza sostanziale, i principi di cui abbiamo bisogno. Se questa è l’aria che tira nella nostra provincia, quella che un tempo ci pareva l’isola felice – prosegue Fabbri – dobbiamo prepararci ad una nuova stagione di Resistenza culturale, l’unica forma di Resistenza che ci salverà dalla sbandata che abbiamo preso e dalla quale dobbiamo urgentemente uscire con la conoscenza dei fatti e della Storia. Non si può punire un insegnante che sensibilizza i suoi studenti alla solidarietà e all'accoglienza».

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